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Sistema delle centrali

Centrale di Baschi

rinnovata nel 2009
La Centrale di Baschi è stata costruita in caverna nel 1963; la sala macchine è un vano delle dimensioni di 42,60 x 14,30 m, a quota 86.80 metri, dove sono installati due gruppi, ciascuno composto da una turbina tipo Francis ad asse verticale accoppiata ad un generatore di 62,5 MVA. L'accesso alla sala macchine è possibile grazie a un pozzo munito di scale e ascensore, che comunica con l'edificio della sala quadri ubicato vicino alla stazione elettrica. Tramite lo stesso pozzo, le barre collegano alternatori e trasformatori, questi sistemati all'aperto nella stazione elettrica.
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La Centrale di Baschi è stata costruita in caverna nel 1963; la sala macchine è un vano delle dimensioni di 42,60 x 14,30 m, a quota 86.80 metri, dove sono installati due gruppi, ciascuno composto da una turbina tipo Francis ad asse verticale accoppiata ad un generatore di 62,5 MVA. L'accesso alla sala macchine è possibile grazie a un pozzo munito di scale e ascensore, che comunica con l'edificio della sala quadri ubicato vicino alla stazione elettrica. Tramite lo stesso pozzo, le barre collegano alternatori e trasformatori, questi sistemati all'aperto nella stazione elettrica.
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La Centrale di Baschi è stata costruita in caverna nel 1963; la sala macchine è un vano delle dimensioni di 42,60 x 14,30 m, a quota 86.80 metri, dove sono installati due gruppi, ciascuno composto da una turbina tipo Francis ad asse verticale accoppiata ad un generatore di 62,5 MVA. L'accesso alla sala macchine è possibile grazie a un pozzo munito di scale e ascensore, che comunica con l'edificio della sala quadri ubicato vicino alla stazione elettrica. Tramite lo stesso pozzo, le barre collegano alternatori e trasformatori, questi sistemati all'aperto nella stazione elettrica.
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La Centrale di Baschi è stata costruita in caverna nel 1963; la sala macchine è un vano delle dimensioni di 42,60 x 14,30 m, a quota 86.80 metri, dove sono installati due gruppi, ciascuno composto da una turbina tipo Francis ad asse verticale accoppiata ad un generatore di 62,5 MVA. L'accesso alla sala macchine è possibile grazie a un pozzo munito di scale e ascensore, che comunica con l'edificio della sala quadri ubicato vicino alla stazione elettrica. Tramite lo stesso pozzo, le barre collegano alternatori e trasformatori, questi sistemati all'aperto nella stazione elettrica.
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Centrale di Galleto

rinnovata nel 2009
La Centrale di Galleto è la principale centrale del sistema Nera-Velino, situata sulla sponda sinistra del Nera, poco a valle della Cascata delle Marmore. Comprende la sezione di Galleto costruita negli anni 1926-1929 e la sezione di Monte S.Angelo, che ne costituisce l'ampliamento, entrata in servizio negli anni 1971-1973. La centrale è alimentata dalle acque del Velino e dalla galleria del "medio Nera", che si immettono nel lago di Piediluco.
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La Centrale di Galleto è la principale centrale del sistema Nera-Velino, situata sulla sponda sinistra del Nera, poco a valle della Cascata delle Marmore. Comprende la sezione di Galleto costruita negli anni 1926-1929 e la sezione di Monte S.Angelo, che ne costituisce l'ampliamento, entrata in servizio negli anni 1971-1973. La centrale è alimentata dalle acque del Velino e dalla galleria del "medio Nera", che si immettono nel lago di Piediluco.
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La Centrale di Galleto è la principale centrale del sistema Nera-Velino, situata sulla sponda sinistra del Nera, poco a valle della Cascata delle Marmore. Comprende la sezione di Galleto costruita negli anni 1926-1929 e la sezione di Monte S.Angelo, che ne costituisce l'ampliamento, entrata in servizio negli anni 1971-1973. La centrale è alimentata dalle acque del Velino e dalla galleria del "medio Nera", che si immettono nel lago di Piediluco.
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La Centrale di Galleto è la principale centrale del sistema Nera-Velino, situata sulla sponda sinistra del Nera, poco a valle della Cascata delle Marmore. Comprende la sezione di Galleto costruita negli anni 1926-1929 e la sezione di Monte S.Angelo, che ne costituisce l'ampliamento, entrata in servizio negli anni 1971-1973. La centrale è alimentata dalle acque del Velino e dalla galleria del "medio Nera", che si immettono nel lago di Piediluco.
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Centrale di Monteargento

rinnovata nel 2010
La centrale, con edificio in caverna, utilizza le acque del fiume Nera sbarrato subito a valle dello scarico di Galleto mediante due paratoie a settore: a sinistra di queste è disposta l'opera di presa. Il canale di derivazione, lungo 1.747 metri, in parte all'aperto e in parte in galleria, si allarga nella parte terminale in tre rami, da cui partono le tre condotte forzate, una per ciascun gruppo.
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La centrale, con edificio in caverna, utilizza le acque del fiume Nera sbarrato subito a valle dello scarico di Galleto mediante due paratoie a settore: a sinistra di queste è disposta l'opera di presa. Il canale di derivazione, lungo 1.747 metri, in parte all'aperto e in parte in galleria, si allarga nella parte terminale in tre rami, da cui partono le tre condotte forzate, una per ciascun gruppo.
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La centrale, con edificio in caverna, utilizza le acque del fiume Nera sbarrato subito a valle dello scarico di Galleto mediante due paratoie a settore: a sinistra di queste è disposta l'opera di presa. Il canale di derivazione, lungo 1.747 metri, in parte all'aperto e in parte in galleria, si allarga nella parte terminale in tre rami, da cui partono le tre condotte forzate, una per ciascun gruppo.
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La centrale, con edificio in caverna, utilizza le acque del fiume Nera sbarrato subito a valle dello scarico di Galleto mediante due paratoie a settore: a sinistra di queste è disposta l'opera di presa. Il canale di derivazione, lungo 1.747 metri, in parte all'aperto e in parte in galleria, si allarga nella parte terminale in tre rami, da cui partono le tre condotte forzate, una per ciascun gruppo.
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Centrale di Narni

rinnovata nel 2010
La centrale, con edificio in caverna, è alimentata dal bacino dell'Aia, nel quale confluiscono anche le acque del Nera, attraverso il canale derivatore "Recentino", la cui presa è posta 3 km a valle dello scarico di Monte Argento. La diga dell'Aia, in terra a sezione trapezoidale, crea un invaso di 5,57 milioni di mc (quota di ritenuta 112,50 metri). Dall'opera di presa, in sinistra del lago, inizia la galleria forzata, che termina nella camera di alimentazione da cui si diramano due condotte forzate che alimentano altrettanti gruppi. Le acque possono essere scaricate direttamente sul fiume Nera oppure nell'opera di presa della Centrale di Nera Montoro, derivazione Recentino.
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La centrale, con edificio in caverna, è alimentata dal bacino dell'Aia, nel quale confluiscono anche le acque del Nera, attraverso il canale derivatore "Recentino", la cui presa è posta 3 km a valle dello scarico di Monte Argento. La diga dell'Aia, in terra a sezione trapezoidale, crea un invaso di 5,57 milioni di mc (quota di ritenuta 112,50 metri). Dall'opera di presa, in sinistra del lago, inizia la galleria forzata, che termina nella camera di alimentazione da cui si diramano due condotte forzate che alimentano altrettanti gruppi. Le acque possono essere scaricate direttamente sul fiume Nera oppure nell'opera di presa della Centrale di Nera Montoro, derivazione Recentino.
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La centrale, con edificio in caverna, è alimentata dal bacino dell'Aia, nel quale confluiscono anche le acque del Nera, attraverso il canale derivatore "Recentino", la cui presa è posta 3 km a valle dello scarico di Monte Argento. La diga dell'Aia, in terra a sezione trapezoidale, crea un invaso di 5,57 milioni di mc (quota di ritenuta 112,50 metri). Dall'opera di presa, in sinistra del lago, inizia la galleria forzata, che termina nella camera di alimentazione da cui si diramano due condotte forzate che alimentano altrettanti gruppi. Le acque possono essere scaricate direttamente sul fiume Nera oppure nell'opera di presa della Centrale di Nera Montoro, derivazione Recentino.
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La centrale, con edificio in caverna, è alimentata dal bacino dell'Aia, nel quale confluiscono anche le acque del Nera, attraverso il canale derivatore "Recentino", la cui presa è posta 3 km a valle dello scarico di Monte Argento. La diga dell'Aia, in terra a sezione trapezoidale, crea un invaso di 5,57 milioni di mc (quota di ritenuta 112,50 metri). Dall'opera di presa, in sinistra del lago, inizia la galleria forzata, che termina nella camera di alimentazione da cui si diramano due condotte forzate che alimentano altrettanti gruppi. Le acque possono essere scaricate direttamente sul fiume Nera oppure nell'opera di presa della Centrale di Nera Montoro, derivazione Recentino.
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Centrale di Nera Montoro Stifone

rinnovata nel 2010
La centrale comprende due derivazioni: di Recentino e di Stifone. La derivazione Recentino utilizza le acque del fiume Nera immediatamente a valle dello scarico di Narni, sbarrato mediante due paratoie piane sormontate da ventole autolivellanti. La derivazione Stifone, ad acqua fluente, utilizza le acque del Nera, sbarrato più a valle, mediante la diga de "La Morica", costituita da una traversa fissa in calcestruzzo tracimabile e da due paratoie piane, sormontate da ventola (quota di ritenuta di 75,00 metri e capacità totale 400.000 mc). Dall'opera di presa, in sinistra, una galleria perviene a una vasca di carico e da questa una condotta forzata alimenta un gruppo verticale.
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La centrale comprende due derivazioni: di Recentino e di Stifone. La derivazione Recentino utilizza le acque del fiume Nera immediatamente a valle dello scarico di Narni, sbarrato mediante due paratoie piane sormontate da ventole autolivellanti. La derivazione Stifone, ad acqua fluente, utilizza le acque del Nera, sbarrato più a valle, mediante la diga de "La Morica", costituita da una traversa fissa in calcestruzzo tracimabile e da due paratoie piane, sormontate da ventola (quota di ritenuta di 75,00 metri e capacità totale 400.000 mc). Dall'opera di presa, in sinistra, una galleria perviene a una vasca di carico e da questa una condotta forzata alimenta un gruppo verticale.
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La centrale comprende due derivazioni: di Recentino e di Stifone. La derivazione Recentino utilizza le acque del fiume Nera immediatamente a valle dello scarico di Narni, sbarrato mediante due paratoie piane sormontate da ventole autolivellanti. La derivazione Stifone, ad acqua fluente, utilizza le acque del Nera, sbarrato più a valle, mediante la diga de "La Morica", costituita da una traversa fissa in calcestruzzo tracimabile e da due paratoie piane, sormontate da ventola (quota di ritenuta di 75,00 metri e capacità totale 400.000 mc). Dall'opera di presa, in sinistra, una galleria perviene a una vasca di carico e da questa una condotta forzata alimenta un gruppo verticale.
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La centrale comprende due derivazioni: di Recentino e di Stifone. La derivazione Recentino utilizza le acque del fiume Nera immediatamente a valle dello scarico di Narni, sbarrato mediante due paratoie piane sormontate da ventole autolivellanti. La derivazione Stifone, ad acqua fluente, utilizza le acque del Nera, sbarrato più a valle, mediante la diga de "La Morica", costituita da una traversa fissa in calcestruzzo tracimabile e da due paratoie piane, sormontate da ventola (quota di ritenuta di 75,00 metri e capacità totale 400.000 mc). Dall'opera di presa, in sinistra, una galleria perviene a una vasca di carico e da questa una condotta forzata alimenta un gruppo verticale.
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Centrale di Sigillo

rinnovata nel 2010
La Centrale di Sigillo è alimentata dal fiume Ratto e dal fiume Velino. Una diga in terra (quota di ritenuta 718,10 metri) sul Ratto dà origine ad un piccolo bacino, ove confluiscono in galleria, anche le acque del Velino, sbarrato con una traversa con paratoia a settore (quota di ritenuta 718,50 metri). Da qui una galleria a pelo libero perviene alla vasca di carico. La condotta forzata, lunga circa 300 metri, alimenta un gruppo. Lo scarico, a quota 562,25 metri, restituisce le acque al fiume, a monte dell'opera di presa di Cotilia oppure direttamente nella galleria di derivazione di Cotilia.
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La Centrale di Sigillo è alimentata dal fiume Ratto e dal fiume Velino. Una diga in terra (quota di ritenuta 718,10 metri) sul Ratto dà origine ad un piccolo bacino, ove confluiscono in galleria, anche le acque del Velino, sbarrato con una traversa con paratoia a settore (quota di ritenuta 718,50 metri). Da qui una galleria a pelo libero perviene alla vasca di carico. La condotta forzata, lunga circa 300 metri, alimenta un gruppo. Lo scarico, a quota 562,25 metri, restituisce le acque al fiume, a monte dell'opera di presa di Cotilia oppure direttamente nella galleria di derivazione di Cotilia.
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La Centrale di Sigillo è alimentata dal fiume Ratto e dal fiume Velino. Una diga in terra (quota di ritenuta 718,10 metri) sul Ratto dà origine ad un piccolo bacino, ove confluiscono in galleria, anche le acque del Velino, sbarrato con una traversa con paratoia a settore (quota di ritenuta 718,50 metri). Da qui una galleria a pelo libero perviene alla vasca di carico. La condotta forzata, lunga circa 300 metri, alimenta un gruppo. Lo scarico, a quota 562,25 metri, restituisce le acque al fiume, a monte dell'opera di presa di Cotilia oppure direttamente nella galleria di derivazione di Cotilia.
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La Centrale di Sigillo è alimentata dal fiume Ratto e dal fiume Velino. Una diga in terra (quota di ritenuta 718,10 metri) sul Ratto dà origine ad un piccolo bacino, ove confluiscono in galleria, anche le acque del Velino, sbarrato con una traversa con paratoia a settore (quota di ritenuta 718,50 metri). Da qui una galleria a pelo libero perviene alla vasca di carico. La condotta forzata, lunga circa 300 metri, alimenta un gruppo. Lo scarico, a quota 562,25 metri, restituisce le acque al fiume, a monte dell'opera di presa di Cotilia oppure direttamente nella galleria di derivazione di Cotilia.
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